Uno studio del Karolinska Institutet di Stoccolma aveva già segnalato il problema nel Settembre del 2011: il costante incremento dei prezzi rischia di limitare l’accesso ai farmaci oncologici alle fasce più abbienti della popolazione, generando un vero allarme sociale.
La situazione italiana
Uno degli effetti della manovra finanziaria approvata dal parlamento italiano nel luglio scorso è l’aumento dei ticket sui farmaci, provvedimento che ha inciso non poco sulle voci di spesa quotidiana degli italiani. Purtroppo questa misura ha riguardato anche alcuni farmaci oncologici, come il Tamoxifene, utilizzato per curare il carcinoma al seno e totalmente gratuito prima della manovra. Questa anomalia è presente in diverse Regioni italiane, dove le donne affette da questa patologia, titolari di esenzione, si ritrovano invece a dover pagare il ticket. La denuncia, partita dall’Associazione Dossetti, è stata raccolta dall’Unione Nazionale Consumatori, che ha provveduto a richiedere chiarimenti al Ministero della Salute, alle Regioni interessate e al Garante per la Concorrenza. Come spiega Massimiliano Dona, Presidente dell’UNC, si è di fatto creato un cortocircuito che vede uno stesso farmaco soggetto a ticket da 3 a 5 euro in alcune Regioni e completamente gratuito in altre. L’allarme sociale suscitato da questa situazione ha portato l’UNC a richiedere un’interrogazione parlamentare che chiarisca i termini della questione. Infatti il contributo richiesto dalla nuova normativa incide talvolta drammaticamente sui bilanci dei malati meno abbienti, spesso costretti dal cancro ad abbandonare il lavoro e ad affrontare lunghe e costose terapie.
La mobilitazione di Siracusa
Il disagio per l’aumento dei prezzi legati alle terapie anti cancro è sfociato in diverse manifestazioni di protesta. Da segnalare il sit-in organizzato da alcuni malati e dalle loro famiglie nel mese di dicembre 2011, di fronte all’ospedale di Siracusa “Umberto I”. Le parole di alcuni dei promotori fanno emergere situazioni di grave disagio, con farmaci fondamentali per il trattamento del cancro, prima gratuiti, aumentati oltre i 100 euro a causa della “compartecipazione alla spesa di acquisto“ richiesta dal Sistema Sanitario Nazionale ai pazienti.
Foto: © Robert Kneschke
Il capoluogo campano si è sempre distinto nel panorama italiano per l’attivismo dei cittadini nel campo della tutela dei propri diritti di consumatori. Iniziative importanti come Certoconsumo e l’Operazione Saldi Puliti sono infatti nate a Napoli per poi essere esportate ed emulate in tutta Italia.
Associazione senza scopo di lucro nata nel 1988, Federconsumatori ha come obiettivo primario la tutela, la salvaguardia e l’informazione dei consumatori. Apolitica e super partes, si caratterizza per una presenza capillare su tutto il territorio nazionale e per l’impegno profuso in più di venti anni di lotta a servizio e dei diritti dei cittadini.
Sono uno dei tormentoni del fine stagione. I saldi sono spesso attesi dai consumatori di tutta Italia con una trepidazione che supera quella per le festività natalizie o le ferie estive. In questo periodo di crisi in maniera particolare, i saldi permettono infatti di realizzare quegli acquisti che spesso ci neghiamo nel corso dell’anno. Ma attenzione a truffe e raggiri.
Garantire una tutela completa, rapida ed efficiente di commercianti e consumatori, attraverso la certificazione di qualità delle imprese: ecco la missione e lo scopo precipuo di Certoconsumo, associazione nata nel 2001 grazie a un protocollo d’intesa tra l’Ascom della Provincia di Napoli e l’Unione Nazionale dei Consumatori, presieduta da Giuseppe Pagano.
Fondata nel 1958 da Vincenzo Dona, padre del movimento consumerista italiano, l’Unione Nazionale Consumatori è la prima associazione italiana a porsi come mission statutaria la tutela e la salvaguardia dei diritti dei cittadini intesi come consumatori, tradizionalmente soggetti svantaggiati dalle logiche e dai meccanismi contrattuali del mercato.